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22 Dicembre 2017


Ormai ogni giorno, leggendo un qualsiasi giornale o ascoltando qualunque notiziario, inevitabilmente ci giungono notizie relative ai  problemi di una qualche banca.

Gli argomenti sono i più disparati e spaziano tra questioni legate ai mancati controlli da parte della banca d’Italia o della Consob, a vere e proprie truffe o nuove imposizioni per correntisti e risparmiatori.

Dal nostro punto di vista, la rivoluzione digitale deve ancora entrare a far parte della cultura bancaria.

Oggi, entrando nelle filiali, quelle che non sono state chiuse, salta subito all’occhio che è stato ridotto il presidio allo sportello.
Ci si potrebbe aspettare che l’avvento della tecnologia abbia colmato la soppressione di personale e sedi, ma non  è affatto così.

A testimonianza di ciò, riportiamo di seguito l’esperienza di un nostro collega M.K che, sfortunatamente, ha messo a dura prova l’efficacia della tanto promossa “Digitalizzazione del settore bancario”.

M.K ci racconta che una settimana fa si è recato nella sua filiale per chiedere una nuova carta prepagata, visto che la sua era in scadenza.

Dopo mezz’ora di coda, l’unico operatore rimasto gli ha comunicato che era impossibilitato a rilasciare una nuova carta, perché avevano da poco esauriti i codici PIN associati.

Voi capite che è quantomeno paradossale che nell’era dei viaggi verso Marte, una filiale si debba bloccare per la mancanza di un codice che potrebbe essere richiesto via terminale e consegnato tramite qualunque dispositivo o strumento informatico.

Naturalmente lo sconcerto del collega M.K non ha spostato di un centimetro l’asse del problema: è stato costretto a ritornare altre tre volte in banca senza concludere nulla.
Calma piatta insomma se non che, dopo circa una settimana, miracolosamente trasportato all’interno di una busta cartacea o da un piccione viaggiatore, il famigerato codice è stato recapitato alla filiale della banca. Della serie: “Non scordiamoci le tradizioni, in fondo..”

Con somma sorpresa M.K ci racconta che, per avere la  tanto sospirata carta, ha dovuto diligentemente siglare un plico di fogli di carta. Appoggiati ad un tablet per la raccolta delle firme digitali. L’impressione è che il tablet servisse più ad abbellire la scrivania che ad un vero impiego pratico nell’attività quotidiana dell’operatore.
In effetti, si potrebbe affermare che  il mondo bancario è molto refrattario ai cambiamenti.
A conferma di ciò, alla domanda leggermente tendenziosa del collega M.K : “Ma non dovreste utilizzare la firma grafometrica per evitare di produrre un quantitativo di carta inutile e costosa?” La risposta serafica dell’operatore è stata: “Eh si, ma con la carta facciamo prima e il dispositivo spesso non funziona“.

Prima delle conclusioni, qualche numero preso dall’articolo de “Il sole24 ore” : “... a fine 2016 i bancari erano 308.500, per effetto di 8.500 uscite di senior e 6.800 assunzioni di giovani. Il calo (…) è anche l’effetto della staffetta generazionale innescata dagli accordi sui piani industriali che, negli anni passati, hanno sì portato a migliaia di uscite attraverso il fondo di solidarietà, ma anche a migliaia di assunzioni tra i giovani, come testimoniano i dati del Fondo per l’occupazione”. 

L’articolo continua affermando che: “In questo mondo in forte evoluzione, le molte migliaia di uscite hanno cambiato le proporzioni delle fasce generazionali – con gli under 35 che sono passati dal 25,8% del periodo pre crisi al 13,7%, la fascia 36-55 dal 66,1% al 65,6% e gli over 55 dall’8% al 20,7% – non stanno cambiando significativamente gli equilibri tra gli inquadramenti in banca dove ancora oggi dirigenti e quadri direttivi rappresentano quasi la metà del personale. Nel dettaglio lo 0,03% dei lavoratori appartengono alla prima area professionale, lo 0,8% alla seconda area, il 55,7% alla terza, il 41,3% sono quadri direttivi, mentre il 2,1% sono dirigenti.”

A questo punto, bisognerebbe fare qualche osservazione.

Siamo sicuri che ci sia stato un rinnovamento o adeguamento del personale di banca adatto a gestire le nuove tecnologie?

Naturalmente non tutte le banche sono identiche, ma quelle che non utilizzano la tecnologia digitale potendoselo permettere, contribuiscono in grande o piccola parte a creare tanti problemi con cui ci confrontiamo ogni giorno.

Come augurio di natale vorremmo che il cambiamento, nella sua accezione più ampia, fosse visto da tutti come un’evoluzione del proprio modo di vivere e lavorare e non come un’ostacolo da aggirare ad ogni costo e con qualsiasi mezzo.

 

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